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NoCist Prevent 24 capsule Specchiasol

21,00

Integratore alimentare con 45 mg di Proantocianidine da Cranberry.
Utile per prevenire la cistite e per il benessere delle vie urinarie.

Senza Glutine.

2 disponibili

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Descrizione

Integratore alimentare in capsule vegetali, a base di Cranberry (pari a 45 mg di PACs titolate con metodo BL-DMAC) e 40 mg di estratto secco di Betulla che favorisce la funzionalità delle vie urinarie ed il drenaggio dei liquidi corporei. Contiene inoltre 250 mg di N-Acetilcisteina.
Il Mirtillo Rosso Americano (Cranberry), grazie alla ricchezza in Proantocianidine (PACs) inibisce l’adesione dei bat­teri alle cellule della mucosa di rivestimento delle vie urinarie, favorendo la loro eliminazione con le urine. Provoca inoltre un’aci­dificazione delle urine, creando in tal modo un am­biente sfavorevole per i batteri e in particolare per Escherichia coli, spesso responsabile della cistite. In commercio sono disponibili numerosi pre­parati a base di Cranberry per la prevenzione e il trattamento delle infezioni delle vie urinarie.
L’ N-Acetilcisteina è un derivato dell’aminoacido Cisteina, dotato di proprietà favorevoli per l’organismo (mucolitico, antiossidante, epatoprotettore). Recenti studi sperimentali hanno documentato l’efficacia dell’Acetilcisteina nel disgregare e ridurre il numero di batteri presenti nel ‘biofilm’ di Escherichia coli.

 

Modalità d’uso: Si consiglia l’assunzione di 2 capsule al giorno con un abbondante bicchiere d’acqua, preferibilmente la sera prima di coricarsi.
Bere molto, per favorire l’eliminazione della carica batterica.

 

Ingredienti: N-Acetilcisteina, Mirtillo rosso (Vaccinium macrocarpon Aiton) frutto e.s. titolato al 30% in proantocianidine (PACs); Capsula vegetale: Idrossipropilmetilcellulosa; Agente di carica: Calcio fosfato bibasico, Betulla (Betula pendula Roth. et/aut Betula pubescens Ehrh.) foglie e.s. titolato al 1% in flavonoidi espressi come iperoside; Antiagglomeranti: Biossido di silicio, Magnesio stearato; Colorante: Titanio biossido.

 

Informazioni aggiuntive:
Infezioni delle vie urinarie (IVU)
Le infezioni delle basse vie urinarie (IVU) rappresentano un disturbo molto comune. Esse interessano soprattutto le donne adulte, con un’incidenza 50 volte superiore rispetto agli uomini, per la brevità dell’uretra femminile che permette ai batteri di origine intestinale di risalire in vescica, dove si moltiplicano provocando un processo infettivo e manifestazioni di tipo infiammatorio. Alcuni fattori come infezioni vaginali con perdite, igiene intima inadeguata, abiti troppo stretti, detergenti intimi non adatti, herpes genitale, possono favorire la recidiva della cistite.
Cistite acuta e cistite ricorrente
Le infezioni delle vie urinarie (IVU) sono caratterizzate dalla presenza di batteri nelle urine (Batteriuria) in associazione ad una reazione infiammatoria nell’ospite con altri sintomi. Nelle persone adulte i sintomi più frequenti in caso di cistite e infezione urinaria bassa sono caratterizzati da dolore e bruciore intimo alla minzione (Disuria). È presente, inoltre, bisogno urgente di urinare di frequente (Pollachiuria), associato alla sensazione di non avere svuotato completamente la vescica (Tenesmo). In alcuni casi si può osservare un aspetto torbido o un cambiamento dell’odore o del colore delle urine, talvolta associato alla presenza in esse di tracce di sangue (Ematuria). Frequente è il senso di dolenzia continua a livello della parte bassa dell’addome con prurito intimo. Si parla di cistite ricorrente quando si presentano almeno 2 episodi nell’arco di 6 mesi oppure 3 o più episodi durante l’anno. L’urocoltura conferma la formulazione della diagnosi di cistite quando sono presenti più di 100.000 batteri per ogni millilitro di urina. L’esecuzione dell’antibiogramma consente di individuare la sensibilità del germe responsabile dell’infezione nei confronti dei diversi antibiotici testati.

 

Tra gli agenti responsabili della cistite viene riconosciuto il ruolo preminente di Escherichia coli, germe di origine intestinale che risale fino in vescica. La fase successiva è caratterizzata dalla moltiplicazione e colonizzazione locale con adesione dei batteri alla parete della vescica, grazie alla presenza di piccole ventose, dette Adesine. L’adesività batterica costituisce il meccanismo di interazione tra le strutture proteiche superficiali del batterio (Adesine) ed i recettori specifici posti sulle cellule uroteliali che permette al batterio di rimanere adeso all’epitelio, nonostante il lavaggio prodotto dal flusso urinario. Le Adesine batteriche sono poste alle estremità di fimbrie o pili che rivestono il corpo batterico. In base alle caratteristiche biochimiche vengono distinti due tipi di tali strutture filiformi che rivestono un ruolo fondamentale nella patogenesi della cistite batterica: fimbrie di tipo P, GAL-GAL sensibili che mediano l’adesione alle cellule uroteliali, mediante legame al galattosio espresso sulla cellula e fimbrie di tipo 1, mannosio sensibili che mediano l’adesione ai mucopolisaccaridi della cellula epiteliale.
Dopo aver aderito alla parete della vescica, i batteri di Escherichia coli attivano un processo di liberazione di sostanze che richiamano altri batteri con la formazione di colonie organizzate che danno forma al cosiddetto ‘biofilm’. Tali strutture permettono ai batteri di sottrarsi all’azione del sistema immunitario dell’organismo e all’attività dell’antibiotico. La sopravvivenza dei germi in fase latente permetterà, successivamente, la liberazione di batteri da parte di tali colonie, provocando la recidiva. In questa prospettiva un impressionante numero di infezioni batteriche recidivanti vedono come responsabili biofim batterici che assai difficilmente possono essere eradicati dai meccanismi difensivi e dalla terapia antibiotica.

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